Gli spettacoli di Aprile

La compagnia teatrale di ScenaTeatro capitanata dal nostro Direttore Artistico Antonello De Rosa, anche ad Aprile, continua ad esibirsi portando in scena sia repliche di spettacoli già collaudati che nuovi testi.

Per disgrazia ricevuta - LocandinaVenerdì 10 Aprile 2015, alle 21.00, al Centro Sociale di Pastena [Via Vestuti, Salerno], Mauro De Simone, Gianni Pisacane e Simona Fredella, vi aspettano per la replica de “PER DISGRAZIA RICEVUTA”.

Non è azzardato affermare che quando una grazia richiesta ad un Santo va oltre la “misura” del suo oggetto si traduce puntualmente in una disgrazia. Per disgrazia ricevuta, testo di Santanelli, analizza l’anima popolare e pagana della plebe napoletana per mettere in evidenza il rapporto viscerale che essi hanno con questa divinità. Ritratto paradossale e grottesco di due diverse “tifose” di San Gennaro, la commedia dà vita ad altrettante distinte situazioni, d’acchito contrastanti, ma ad un più attento esame cucite a filo doppio dalla stessa familiarità fra il celeste e il terreno. Protagonista indiscussa è la figura del Santo patrono di Napoli che nella prima situazione, vuoi a causa della veneranda età, vuoi per lo sterminato numero dei suoi postulanti, incorre in qualche “errore” nel corso del suo ministero di “graziatore”.

Una patatina nello zucchero - LocandinaDomenica 12 Aprile 2015, alle 19.30, al Social Tennis Club di Cava Dei Tirreni [Via Garzia], Aldo De Martino, con la regia di Antonello De Rosa, sarà il protagonista di una “prima nazionale” con lo spettacolo “UNA PATATINA NELLO ZUCCHERO”.

Il nostro Direttore Artistico scrive: “Una  patatina nello zucchero” credo rispecchi benissimo la società dei giorni nostri dove la solitudine permea la vita di ogni essere umano. Quanti Graham ospita la società moderna? Molti. Uomini che chiedono aiuto e a cui nessuno presta ascolto perché troppo impegnati a scalare la vetta di un’autorealizzazione esasperata che il nostro arrivismo ci impone. E così ogni individuo rimane tale, non coltiva più le amicizie, non capisce e non viene capito, non parla e non ascolta, non aiuta e non viene aiutato. È un racconto questo, che con la giusta ironia restituisce l’amaro di una società che non vuole più soffrire per gli altri.

Domenica 19 AprilJennifer - Locandinae 2015, alle 19.30, al Social Tennis Club di Cava Dei Tirreni [Via Garzia], Antonello De Rosa vestirà nuovamente i panni di “JENNIFER” in compagnia di Francesca Pica e Simona Fredella.

Sulla scena compare Jennifer, ombra leggera e incerta sulla linea sottile che divide il femminile dal maschile, continuamente alla ricerca di sé stessa e della propria natura di uomo, come della sua verità di donna. Lentamente prendono corpo le sue ossessioni, macerate in lunghe solitarie notti, nel chiuso di una in attesa di telefonate desiderate e mai ricevute. Jennifer vive tra il sogno e la realtà sospesa al tenue filo della speranza di poter vivere una passione, aggrappata all’illusione di avere qualcuno che la ami per quella che è, ne’ uomo ne’ donna veramente ma uomo e donna contemporaneamente. La scena all’improvviso si riempie di voci e Jennifer risponde, parla, ride e insulta: si agita sempre oscillante tra il riso e il pianto, tra il comico e il tragico. Voci che arrivano dal mondo al di fuori di lei, che da sempre la esclude perchè diversa, o ancor più semplicemente voci che salgono dal fondo più intimo del suo cuore, come piccola illusione per sentirsi un po’ meno sola. A un tratto prende vita sulla scena l’altro personaggio, Anna: anche lei vittima della solitudine che non lascia scampo, in attesa di telefonate che non arrivano mai e di uomini sempre troppo lontani. Anna e Jennifer, ognuna nel cerchio della sua solitudine, poi improvvisamente strette insieme nella morsa dell’angoscia e poi di nuovo e ancora Jennifer, faccia a faccia con le sue paure, con la sua fragilità di donna senza essere donna, e infine ancora e sempre Jennifer da sola. Tutto si scaglia su una scena nelle sue linee molto essenziale ma, contemporaneamente, tesa ad evidenziare e sottolineare l’indole ossessiva della protagonista.

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